lunedì, Agosto 2, 2021
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Triumph Trident 660 prova. Ben arrivata entry level

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Il 2021 di Triumph inizia con una sorpresa, ed entra nel segmento roadster di peso medio a gamba tesa, con una moto del tutto nuova. Stiamo parlando della Triumph Trident 660. Una naked entry level che si propone ad una generazioni di clienti del tutto nuova, ma con elettronica e caratteristiche tecniche di tutto rispetto.

La storia della Triumph Trident 660

Ma iniziamo ripassando un po’ di storia. Il nome viene ereditato da quella Trident appartenente agli anni 60, con motore a tre cilindri di 750 cm. Moto nata per contrastare la messa sul mercato delle primo moto giapponesi a 4 cilindri.

Ma la Trident di allora, presentava alcune migliorie per essere più competitiva. E  tra le sue caratteristiche spiccavano doti di maneggevolezza e tenuta di strada superiori. Caratteristiche che sembrano essere state trasferite anche su questo modello.

Triumph Trident 660

Il design

Qui invece è tutto nuovo, a partire dal propulsore a tre cilindri da 660 cc su cui ruotano attorno dettagli e finiture a cui la casa inglese ci ha sempre abituato su tutti i suoi modelli. Finiture che ritroviamo a partire dallo scarico, dal poggia tacco, fino agli specchietti e alla piastra di sterzo.

Il design moderno di questo Trident è frutto della mano italiana di Rodolfo Frascoli, dove è riuscito a donargli un look decisamente unico, caratterizzato da alcuni elementi particolari. 

Come il serbatoio da 14 litri, che presenta degli intagli particolari per le ginocchia. Il codino pulito e tondeggiante, grazie al portatarga posizionato sulla ruota, dal disegno del forcellone, fino ai cerchi a 5 razze in alluminio fuso, che le donano un look aggressivo.

Al richiamo del classico ci pensano invece gli elementi tondeggianti del faro full LED, con all’interno il loghino Triumph. Stesso discorso per il faro posteriore e gli indicatori di direzione, anche loro a LED, con sistema di disattivazione automatico. 

Circolare nella forma anche il cruscotto, con schermo TFT a colori integrato con un display LCD. A prima vista potrebbe sembrare fin troppo piccolo e di difficile lettura, ma possiamo garantirvi che ogni elemento è stato posizionato in modo ottimale, permettendo a tutte le informazioni di essere lette senza nessuno sforzo.

Inoltre i comandi al manubrio permettono di spostarsi, da un’impostazione all’altra, con estrema facilità. 

Optional, troviamo il My Triumph Connectivity System, che permette di ampliare le informazioni all’interno del cruscotto, fornendo indicazioni di navigazione, controllare la GoPro, telefono, ascoltare musica, tramite la connettività Bluetooth.

Il motore

Moto nuova, motore nuovo. Perché in questo caso il protagonista è il tre cilindri 660 di Triumph, già visto sulla Street Triple S, ma utilizzato soltanto come base di partenza. Sviluppato infatti apposta per la Trident, con ben 67 nuovi componenti

Tutto questo lavoro ha portato ad una potenza massima di 81 cv a 10.250 giri e una coppia di 64 Nm a 6.250 giri. Dove oltre il 90% è disponibile su maggior parte dell’arco di erogazione.

A gestirla ci pensa l’acceleratore ride by wire, che fornisce una risposta precisa e fluida ad ogni nostro richiamo del gas. La potenza invece è sotto l’occhio vigile del controllo di trazione, disinseritile se lo si vuole. Due invece le modalità di guida selezionabili, Road e Rain.

La facilità è il punto forte di questo nuovo modello, dove Triumph punta ad avvicinare chi magari non ha ancora una grande esperienza in sella alle due ruote. Ed ecco che la fluidità del motore, unita alle caratteristiche della ciclistica, creano una miscela quasi perfetta. 

Ciclistica

Debutta un nuovo telaio tubolare in acciaio, unito alle sospensioni Showa a funzione separata, con 120 mm di escursione, ma non regolabili e un mono Showa regolabile nel precarico, con escursione di 133,5 mm.

I cerchi da 17 pollici montano di serie i Michelin Road 5, nelle misure 120/70 17 all’anteriore e 180/55 17 al posteriore. Al reparto freni troviamo un’impianto frenante Nissin a pinze scorrevoli a 2 pistoncini all’anteriore, con dischi da 310 mm e una pinza, sempre Nissin, a singolo pistone con disco da 255 mm. Chiude il cercio, l’ABS di serie

E visto che la maneggevolezza è il suo punto forte, la Trident 660 pesa esattamente 189 kg in ordine di marcia.

In sella alla Trident si sta comodi. La triangolatura, pedane sella e manubrio risulta perfetta. Il busto rimane leggermente dritto e non si è caricati assolutamente sull’anteriore, a tutto beneficio dei polsi. 

Le pedane non sono troppo alte e arretrate e la sella ha un’altezza da terra di 805 mm. Consentendo così quasi a tutti di trovare la propria posizione in sella e di riuscire a toccare a terra con tutti e due i piedi. 

La comodità viene offerta anche dalla sella, pensata non solo per chi guida ma anche per il passeggero. Grazie alla sua struttura in schiuma profonda che offre un buon livello di comfort durante gli spostamenti. 

Come va?

Il comfort lo si percepisce subito e il feeling di guida non tarda ad arrivare. Sali in sella, gira la chiavi, accendi il motore e subito dopo pochi metri ti rendi conto che questa moto sembra stata progettata apposta per te.

Si rimane quasi sbalorditi dalla comodità in sella. Non vorresti scendere mai, continuando a macinare km su km. Ovviamente trattandosi di una nuda, la protezione dall’aria è inesistente e solo in autostrada il carico dell’aria che arriva sul busto po’ dare fastidio. 

Ma questo non è decisamente il suo habitat. Ma piuttosto portatela su qualche strada tutta curve, dove il tre cilindri Triumph saprà lasciarvi decisamente a bocca aperta. 

E’ una entry level vero. Ma non fatevi trarre in inganno, perché si è dimostrata più volte matura. A stupirci è strato proprio il reparto sospensioni, che anche se tarato per poter portare un passeggero e non dalla taratura sportiva, se la cavano bene quando c’è bisogno di cambi di direzione svelti e veloci. Mantenendo sempre la traiettoria impostata.

Il mono, leggermente più rigido, ti permette inserimenti di curva facili, riuscendo sempre a mantenere il punto di corda. Non è però una moto che va guidata con il coltello tra i denti, ma piuttosto si lascia guidare con fluidità e scorrevolezza.

Non vi troverete mai in situazioni di difficoltà, ma il motore è lineare e molto corposo ai medi. L’allungo è impressionante e l’erogazione molto fluida. Il motore spinge bene fino alla zona rossa del contagiri e le vibrazioni sul manubrio sono totalmente assenti. Solo con estrema attenzione si possono percepire verso i 7000 giri, senza provocare ulteriore fastidio nella guida.

Il cambio a 6 marce, come da tradizione Triumph, è molto preciso. Manca il quickshifter up & down, disponibile solo come optional, per una guida ancora più fluida e sportiva.

Convince a pieno il Traction control, puntuale come un’orologio svizzero. Sempre li al momento giusto. Leggermente invasivo invece il sistema ABS di serie, soprattutto in quei momenti in cui si chiedere uno sforzo maggiore all’impianto frenante.

Impianto frenante potente e modulabile. Molto sensibile invece l’impianto frenante posteriore.

Le Michelin Road 5 si comportano bene nell’utilizzo su strada e nella guida di tutti i giorni. Ma c’è da farci un po’ l’abitudine, soprattutto all’inizio, perché non comunicano sempre come vorresti.

Triumph Trident 660

Una moto per tutti

Questa Trident vuole essere una moto alla portata di tutti, sicuramente adatta anche ad un pubblico femminile, ed anche per chi si sta avvicinando da poco al mondo delle due ruote. Ed è per questo che è disponibile un kit per il motore per poterla limitare a 47 cv, per le patenti A2. Con la possibilità poi di riportarla a piena potenza e godere di tutti i suoi 81 cv.

Una entry level, utilizzabile tutto l’anno, con tutte le carte giuste per affrontare il mercato a testa alta, a partire dal prezzo. La Triumph Trident 660 costa 8.195 euro. 100 euro in più se si vogliono le colorazioni Silver Ice e Matt jet black. Di serie la Crystal White, la protagonista della nostra prova e la colorazione Sapphire Black. 

Se poi si vuole giocare con i 45 accessori disponibili, allora il prezzo lievita leggermente.

Siamo sicuri che questa Trident riuscirà a farsi spazio molto bene tra le giapponesi Yamaha MT-07 e Honda CB650R, conquistando anche una fetta di cuore tra i motociclisti più giovani e perchè no, anche tra quelli che non lo sono più. 

Abbigliamento

  • Casco Arai Concept-X
  • Guanti Clover Raptor-3
  • Scarpe Stylmartin Grid

Altre informazioni

  • Luogo: Val Taleggio – Lecco
  • Terreno: Strada
  • Meteo: 12°
  • Video: Giacomo Sala
  • Montaggio: Stefano Riglietti

I NOSTRI VOTI

Motore
Feeling di guida
Prezzo
ABS leggermente invasivo
Thomas Bressani
Thomas Bressani vive e nasce a Milano nel 1983, città di cui ne sente strettamente i legami. Per lui tutte le strade portano, ed escono per fortuna, da questa città. Affascinato da tutto ciò che lo circonda e dal mondo creativo, frequenta il liceo artistico e succesivamente l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Appassionato di Design, Arte, Grafica, Fotografia e Sport. E' a quest'ultimo a cui dedica buona parte del suo tempo libero, dopo un passato da playmaker nell'Olimpia Milano, si dedica al Taekwondo come atleta agonista e istruttore, arrivando a diplomarsi cintura nera di II Dan. Appassionato sin da ragazzino al mondo delle due ruote, la sua prima presa di contatto avviene a 14 anni con il primo motorino, da li in poi la crescita avviene naturale, 125, 600 e 1000 saranno le moto che lo accompagneranno nella sua vita. Non sopporta il passato di verdure, le code in auto, quelli che "voglio ma non posso" e chi parla troppo di prima mattina.

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