Dall’idea di un customizzatore, nasce la BMW R1200 R LC: una via di mezzo fra una moto ed un aereo della II° Guerra Mondiale. Allora è vero che queste BMW non invecchiano mai.
BMW R1200 R LC: vi ricordate lo Spitfire?
Il customizzatore svizzero VTR Customs si ispira agli aerei utilizzati nella II° Guerra Mondiale. In particolar modo i Caccia Rolls Royce denominati Spitfire. La base di partenza, strano a dirsi, è una BMW R 1200 del 2017. Una moto estremamente versatile e completa. Adatta sia alle tranquille gite sul lungolago, come alle piccole gite in pista.
Il singolare design è ciò che più prende ispirazione dall’aviazione militare. La carrozzeria è realizzata a mano dalla stessa VTR. Del resto, come ben vediamo, si tratta di un mezzo abbastanza essenziale. Anche lo scarico, come gli aerei, rilascia delle fiamme quando si accende il motore. Figo, vero?
A mano a mano
La sella è stata realizzata a mano. Troviamo in aggiunte i clip-on ABM Vario. La parte posteriore della moto non ha alcun tipo di ammortizzatore: il forcellone in acciaio standard è semplicemente imbullonato direttamente al telaio. Nella parte anteriore, la forcella ha un’escursione ridotta di 30 mm. Insomma, buona parte delle strade d’Italia non premierebbe questa scelta. Ma tanto non è quello il suo habitat.
Il glorioso bicilindrico boxer, già potente e corposo nella configurazione originale (110 cv), raggiunge ora una potenza massima di 170 cv. Un dragster a prova di semaforo che, bontà sua mantiene i controlli elettronici e gli ausili. Qui ogni apertura scriteriata del gas si traduce in colpi di frusta, se va bene. Se va male…
Ultimo brivido
Anche la strumentazione riproduce fedelmente quella dell’aeronautica militare di oltre 80 anni fa. Una chicca per veri appassionati di moto d’epoca ma anche di guerra e balistica.
Questa moto finora ha all’attivo pochi chilometri, essendo stata utilizzata solo: in Italia a Monza; in Francia, a Montlhery; in Germania, a Glemseck. Chiunque si riservasse di acquistarla, dovrà mettere in conto una spesa di circa 100.000 euro (più trasporti, tasse etc.). Allora forse è proprio vero: “finché c’è guerra, c’è speranza”.





