lunedì, Agosto 2, 2021
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Harley-Davidson Fat Bob 114 Prova

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A prima vista si rimane semplicemente affascinati da questo modello, a partire dal motore bicilindrico a V di 45°, un classico Harley-Davidson. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno perché l’Harley-Davidson Fat Bob 114 è del tutto innovativa. 

Per la precisione sono ben otto i modelli della gamma Softail di cui ne fa parte e questa Fat Bob è quella che ha subito alcune delle trasformazioni più sostanziali; il suo aspetto “Fat” per l’appunto gli fa guadagnare una personalità tale da riuscire ad attirare quella fetta di nuovi giovani clienti che vogliono avvicinarsi al mondo Harley, senza però dimenticare la tradizione che da sempre ne ha reso un segno distintivo di questi modelli.

Tutto nuovo su questa Harley-Davidson Fat Bob 114

La Fat Bob si discosta dalle versioni precedenti, eccezione fatta per il diametro dei cerchi da 16” che rimane invariato; il frontale colpisce subito, grazie al moderno faro singolo rettangolare con tecnologia a LED. Nel piccolo e compatto codino troviamo invece la luce di stop, con gli indicatori di direzione in bella mostra sui entrambi i lati e dall’aspetto tondeggiante.

Tutto è nuovo su questa Fat Bob. A partire dal telaio, sospensioni, dal motore Milwaukee-Eight, con doppio albero di bilanciamento e per finire nel design. 

Il telaio

Ridisegnato completamente, ora la struttura principale è più rigida del 65%, con molte meno saldature rispetto al passato e il canotto di sterzo ha un’inclinazione di 28°. La differenza è percepibile soprattutto quando si piega la moto in curva, dove si ha a disposizione più luce a terra. I forcelloni sono stati progettati per pneumatici larghi e stretti e pesano 5,89 kg e 8,16 kg in meno rispetto a quelli precedenti. 

Al reparto sospensioni troviamo ora nel posteriore un efficace cantilever collocato centralmente, con un’ammortizzatore posteriore Showa regolabile nel precarico della molla, tramite un comodissimo pomello esterno, posizionato proprio dove nel precedente modello c’era il serbatoio dell’olio. La forcella invece, sempre Showa, e a steli rovesciati da 43 mm, è DVB (Dual Bending Valve); un accorgimento che ha portato dei gran benefici sui percorsi misti.

Un motore esplosivo

Il motore, fissato in modo rigido al telaio, monta per la prima volta sulla piattaforma Milwaukee-Eight due alberi di bilanciamento collegati da ingranaggi, questo permette la riduzione in modo sostanziale delle vibrazioni, quasi completamente assenti. Le cilindrate disponibili sono ben due, la più piccola da 107 (1.745 cc), e 114 (1.868 cc), scelta appunto per la nostra prova su strada. 

La strumentazione

Posizionata sulla pare alta del serbatoio è composta dalla più classica lancetta del contagiri analogica, ma il tocco di modernità arriva dal display digitale che mostra l’indicazione della velocità, contachilometri parziali, orologio, giri del motore e chilometraggio della riserva di carburante, oltre alle marce inserite. Quest’ultimi si mostrano non particolarmente facili da leggere, specialmente quando ci si trova con il sole a picco. Forse una configurazione con display più grande non ci sarebbe dispiaciuta.

Forme da muscle bike e un po’ di tecnologia

Su questa Fat Bob i parafanghi corti hanno forme squadrate e al posteriore troviamo la targa non nella posizione abituale a cui siamo abituati, sotto al parafango, ma sospesa sulla ruota posteriore tramite un supporto ad hoc. Sul lato tecnologico troviamo invece il sistema keyless di serie (comodissimo), che permette di accendere la moto senza il bisogno di estrarre la chiave dalle nostre tasche e ormai quasi indispensabile su ogni modello di moto, una pratica presa USB nascosta dietro al canotto di sterzo, utile per ricaricare mentre si è a spasso lo smartphone o alimentare il navigatore.

Quanto costa la Fat Bob?

Lo sappiamo bene tutti, le cose belle costano, e Harley-Davidson è sempre stato un marchio prestigioso, che tiene bene il valore di mercato. Per portarsi a casa questa Harley-Davidson Fat Bob da 1.868 cc e 155 Nm di coppia, nella colorazione Vivid Black, ci vogliono ben 20.300 euro. Cinque invece le colorazioni dedicate: Vivid Black, Black Denim, Red Iron Denim, Bonneville Salt Denim e Industrial Gray Denim solo per la 114.

Harley-Davidson Fat Bob su strada

Questa Fat Bob, anche se può sembrarlo nell’aspetto, non è la solita Harley che ti aspetti. Le pedane sono avanzate è vero, ma non troppo e la seduta è veramente comoda, con un’altezza da terra di 71 cm che consente di toccare bene con i piedi ben piantati a terra. 

La sella vicino al manubrio dragbar, bello largo, permette di guidare quasi in modo aggressivo e ben raccolto, garantendo un buon controllo del mezzo in qualsiasi circostanza. Le manovre avvengo in modo facile, nonostante i suoi 306 kg in ordine di marcia, e il canotto di sterzo di 28° garantisce alla Fat Bob un’agilità che non ti aspetti, come se la moto rientrasse tra le categorie peso piuma. 

di luce a terra ce n’è abbastanza da garantire pieghe inaspettate

L’evoluzione della ciclistica, su questo modello, è particolarmente evidente; di luce a terra ce n’è abbastanza da garantire pieghe inaspettate per questo genere di moto, grazie anche al reparto sospensioni di qualità. La forcella, si dimostra subito molto efficace. Non è da meno il mono posteriore, che assorbe in modo eccellente qualsiasi asperità del terreno, permettendo di sfruttare  bene il nuovo telaio.

Su questa Harley-Davidson Fab Bob 114 ci si diverte veramente. L’inserimento in curva è come una quello di una naked sportiva, grazie anche al manubrio largo che permette di indirizzare la moto con precisione, a patto di giocare leggermente con il freno posteriore e dosare un po’ il gas in uscita, per evitare un leggero allargamento indesiderato della traiettoria.

Una spinta che arriva come un calcio nel fondoschiena

Il motore Milwaukee-Eight 114 da 1.868 cc è un po’ “sornione” nella voce, complice l’Euro 4 che ne smorza leggermente il suo carattere. Ma la personalità dei bicilindrici americani non si è di certo persa per strada e le vibrazioni classiche Harley sono rimaste, anche se in modo ridotte. Grazie ai due contralberi infatti, sono avvertibili soltanto sotto i 1.000 giri, ma in movimento non arrivano alle pedane e sono contenute al manubrio. Questo si traduce in più comfort nelle tratte autostradali, anche se ci teniamo a precisare che questo non è il terreno ideale della Fat Bob, che preferisce decisamente curvoni ampi e veloci, non troppo stretti però, dove vi permetterà di pennellare le traiettorie con molto divertimento.

La spinta arriva dritta come un calcio nel fondoschiena

Il tiro ai bassi è impressionante. La spinta arriva dritta come un calcio nel fondoschiena e non poteva essere diversamente vista la cilindrata. Le emozioni che regala questo motore sono quasi da sportiva. I newton metro scaricati sulla ruota posteriore sono 155, disponibili subito a 3000 giri.

Il Milwaukee-Eight è estremamente versatile. E’ possibile passeggiare tranquillamente con soltanto un filo di gas, che spalancarlo completamente a fine corsa, rispondendo sempre in modo impeccabile a qualsiasi marcia inserita. Il cambio funziona bene, ogni inserimento avviene in modo preciso, robusto e solido. Bisogna però prenderci un attimo di confidenza prima di riuscire ad inserire il folle al primo colpo.

Se si decide di alzare il ritmo di guida, la Fat Bob te lo permette senza troppi induci. La forcella trasmette subito un feeling eccellente, da sportiva, garantendo un buon controllo soprattutto nelle frenate. Grazie all’impianto Brembo con doppio disco anteriore flottante che garantisce tutta la potenza che si richiede a una modo con queste prestazioni.

Le sensazioni provenienti dal gommone Fat anteriore da 150 mm di sezione, sono davvero buone. Si ha una buona stabilità a terrà che si traducono in sicurezza nello scendere in modo repentino in piega. Oltre a donargli un look da vera muscle bike americana.

Abbigliamento

  • Casco Caberg Flyon Carbon
  • Giacca Spidi Vintage
  • Guanti Spidi Clubber Glove
  • Pantaloni Spidi Pathfinder Cargo
  • Stivali TCX Hero WP

Altre informazioni

  • Luogo: Mottarone, Piemonte
  • Terreno: Strada
  • Meteo: 28°
  • Video, drone e montaggio: Andrea Ciotti

I NOSTRI VOTI

Motore
8
Estetica
7
Guida
8
Prezzo
6
Thomas Bressani
Thomas Bressani vive e nasce a Milano nel 1983, città di cui ne sente strettamente i legami. Per lui tutte le strade portano, ed escono per fortuna, da questa città. Affascinato da tutto ciò che lo circonda e dal mondo creativo, frequenta il liceo artistico e succesivamente l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Appassionato di Design, Arte, Grafica, Fotografia e Sport. E' a quest'ultimo a cui dedica buona parte del suo tempo libero, dopo un passato da playmaker nell'Olimpia Milano, si dedica al Taekwondo come atleta agonista e istruttore, arrivando a diplomarsi cintura nera di II Dan. Appassionato sin da ragazzino al mondo delle due ruote, la sua prima presa di contatto avviene a 14 anni con il primo motorino, da li in poi la crescita avviene naturale, 125, 600 e 1000 saranno le moto che lo accompagneranno nella sua vita. Non sopporta il passato di verdure, le code in auto, quelli che "voglio ma non posso" e chi parla troppo di prima mattina.

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