Moto Morini deposita un brevetto della Granpasso 1200. Subito diramata sul web, la bozza presenta vaghe analogie con la Yamaha Tracer.
La Moto Morini Granpasso 1200
Questa nuova touring di casa Morini sembra oltrepassare la coralità emiliana della casa bolognese, a favore dell’efficienza trovata nella nuova sede lombarda di Trivozio (PV). Il design appare asciutto, semplice, profilato. Codone più comodo ed accogliente per il passeggero.
Il telaio è un romantico traliccio in alluminio, tanto caro agli appassionati delle touring nostrane. Stesso discorso per il forcellone posteriore bi-braccio. Cerchio anteriore da 19″ e posteriore da 17″, che fa molto rally. Infatti, si tratta di un mezzo votato al fuoristrada e lo si intende anche dal para-spruzzi. Freni con pinze anteriori ad attacco radiale, visto che di velocità sembra essercene a sufficienza (a anche più).
Twin a tutta forza
Il motore sarà probabilmente il caro vecchio bicilindrico da 1187cc, dotato di una potenza superiore ai 120 cv. Questo significherebbe un sensibile miglioramento delle prestazioni rispetto al modello precedente. E con tutta probabilità, adesione a normative anti-inquinamento Euro5. Sul resto dei dati vige assoluto riserbo.
Da questa foto, poco più che un ritratto colorato, si evince una certa somiglianza con la X-Cape. Il successo di quest’ultima è stato provvidenziale per la casa emiliana. Ma soprattutto, consistenti analogie con la Tracer: la touring tuttofare di Yamaha, declinata nelle versioni 700 e 900.
Ma è proprio lei?
La segretezza con la quale sono stati diffusi i dati non concede alcuna informazione neanche sul nome che avrà questa moto: si chiamerà sempre Granpasso 1200?
Parimenti, non sappiamo quando arriverà in Italia, dal momento che il brand Moto Morini è stato acquisito nel 2018 dal colosso cinese Zhongneng Vehicle Group. Ma qualora fosse, sarebbe un ottimo espediente per riqualificare uno dei marchi più iconici del II° Dopoguerra.





