Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con il 100 per cento dei piloti del Mondiale MotoGP 2020, il Circuito de Jerez Angel Nieto rientra nella categoria dei circuiti più impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, al pari di Aragon e Brno.
Sui 4.423 mt della pista si alternano curve lente, veloci e velocissime: le 13 curve rappresentano il 31% della lunghezza totale. Durante una Live, Simone Corsi ci disse che a Jerez la MotoGP sfodera tutti i suoi cavalli per soli 6″ al giro. In altri punti, i controlli tagliano e, comunque, si utilizzano mappature più conservative che al Mugello, Sepang etc.
Numerosi spunti per i sorpassi. I notevoli cambi di pendenza richiedono una moto maneggevole e ben bilanciata, oltre che stabile in frenata.

MotoGP 2020 Jerez con Brembo
Ogni giro i piloti usano i freni 11 volte per un totale di 33%. In questo calcolo ci sono anche 3 frenate, alle curve 4, 7 e 10, in cui la decelerazione è inferiore ai 30 km/h e l’utilizzo dei freni non supera 1.5″.
Dalla partenza alla bandiera a scacchi il pilota applica sui freni oltre 970 kg, valore inferiore solo alla pista di Misano. Ad ogni giro un pilota è chiamato ad uno sforzo di 39 kg.
11 le frenate del Circuito de Jerez: 2 impegnative, 6 mediamente difficili, 3 leggere. La staccata più complessa è quella alla Curva 6 (intitolata a Dani Pedrosa). I piloti iniziano a frenare a 292 km/h e concludono l’operazione solo dopo 5,3 secondi in cui percorrono 236 metri, quando la velocità è di 67 km/h.





