Quest’oggi si sono conclusi i test della MotoGP 2026 a Sepang. Molte conferme, poche sorprese e…qualche mancanza. Insomma, si riparte da dove avevamo terminato il 2025. Con un anno di più.
Ducati si conferma nei test MotoGP 2026 a Sepang
Prendi una casa motivata più che mai; fagli sfornare una moto estremamente performante e mettici sopra dei piloti ben affamati. Ecco che la Ducati Desmosedici GP26 conquista la vetta della classifica con apparente facilità. Facilidad, anzi, visto che, con un 1:56.402′ troviamo Alex Marquez in testa. Oh, tutto ma non “il fratello di…”.
3° posto per un tonico Fabio Di Giannantonio, alle strette per il rinnovo del contratto con il team VR46. Dietro di lui Marc Marquez che, dopo aver concluso in testa il Day 1, staziona a poco meno di 4 decimi dal riferimento. Ecco, quanti di essi sono attribuibili al polso e quanti alla prudenza? Stesso quesito che ci si pone in merito a Pecco Bagnaia, che incassa oltre mezzo secondo dalla vetta. Ed un 2025.1 non se lo può permettere.
Sta arrivando l’Honda alta
Dopo qualche stagione difficile Honda rivede un filo di luce, verrebbe da dire. Quello che rivediamo noi è un Joan Mir che guida la sua RC213V-S come la cara vecchia Suzuki GSX-RR nel 2020 che lo ha visto Campione del Mondo. Ingressi in curva perentori e tanta stabilità al retrotreno sul veloce. La percezione che si ha, vedendolo guidare, è di una moto più neutra. Meno sterzante ma più sincera.
Dopo qualche exploit nei primi due giorni, Luca Marini non stampa alcun tempone. Pilota lucido e razionale, non cede alle sirene della gomma extra-soft per ingannare il cronometro. Ma più che altro se stesso.
I did my Bez
Se c’è un pilota che nel 2025 si è trasformato, quello è proprio Marco Bezzecchi. Assunto in Aprilia come comprimario di Jorge Martin, ne ha ottemperato egregiamente l’inaspettata assenza. Ed anche in questi test di Sepang stampa il 2° tempo, immediatamente dietro Alex Marquez. L’aerodinamica della RS-GP cresce, così come la trazione in uscita di curva: dal momento che sul rettilineo principale si superano i 340 km/h…ripartendo dai 60.
E se per vedere Raul Fernandez bisogna scorrere fino al 10° posto della classifica, ancora una volta non troviamo Jorge Martin. Il Campione del Mondo della MotoGP 2024 esce molto ridimensionato da questo primo anno da pilota Aprilia. Non ci riferiamo certo per le cadute e la relativa sfortuna, ma per come ha gestito la convalescenza.
Spremuta d’arancio
A dispetto di quanto si sente fuori dal paddock, KTM porta in pista dei componenti ben aggiornati. Soprattutto dei piloti motivati che, dalla loro danno il massimo. Pedro Acosta occupa l’8° casella sul foglio dei tempi a 7 decimi dal riferimento di Alex Marquez. Se la curiosità di Ducati si attiva stando davanti ai suoi piloti, in queste 3 giornate l’obiettivo non è stato ancora centrato. Ma la stagione 2026 deve ancora iniziare.
Forte della chiacchierata partnership con Jorge Lorenzo, Maverick Vinales chiude i test in 9° posizione. Se già le KTM factory non godono di chissà quali aggiornamenti, figurarsi le loro versioni private. E se il 2026 non vedrà in pista alcuna wildcard, toccherà ai piloti titolati di mettersi un po’ di pepe.
Test MotoGP Sepang 2026: YamAhia!
Il tanto acclamato motore V4, in luogo del precedente 4 in linea, non sembra aver fornito le risposte sperate. Persistono i problemi in accelerazione (storico punto debole della M1 dai tempi di Valentino Rossi) e peggiora il feeling in ingresso curva. Area dove la neutralità della vecchia architettura garantiva maggior fiducia. Oltre che la possibilità di recuperare parte del “maltolto”.
Dopo la violenta caduta di Fabio Quartararo nel Day 1, Yamaha decide di non schierare nessuna M1 il giorno successivo “per ragioni di sicurezza”: andiamo bene. Invece, per quanto riguarda Toprak Razgatlioglu…no, ci facciamo un articolo a parte.





